Visitare Cesena
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Visitare Cesena

Visitare Cesena

Nel cuore della Romagna, tra Ravenna e Forlì, tra il Mare Adriatico e le colline dell'appennino Tosco-Romagnolo, sorge Cesena. Tra il XIII e il XIV, sotto la signoria dei Malatesta, Cesena conobbe un'epoca di magnificenza, che l'ha resa la città d'arte che oggi possiamo ammirare. I tre gioielli sono la Biblioteca Malatestiana, la Rocca Malatestiana e l'Abbazia di S.Maria del Monte. Merita una visita anche il centro storico, sempre vivo con i suoi innumerevoli negozi, e la sua caratteristica Piazza del Popolo con la Fontana Masini, il Palazzo Municipale, la Loggetta Veneziana e Torrione del Nuti.

La Bibilioteca Malatestiana
Fondata per volontà di Novello Malatesta, Signore di Cesena nel 1452, e costruita su progetto di Matteo Nuti. Le undici campate accolgono i 58 plutei dove vengono conservati 340 manoscritti dei secoli IX-XV, in latino, greco ed ebraico. La Malatestiana è l'unico esempio al mondo di Biblioteca umanistica perfettamente conservata nell'edificio, negli arredi e nella dotazione libraria; per questo è stata riconosciuta dall'Unesco "Memoria del Mondo" nel 2005. 

La Rocca Malatestiana
Cesena deve alla famiglia Malatesta anche la sua Rocca, una delle più imponenti della zona.La sua costruzione iniziò nel 1380, sotto il comando di Galeotto Malatesta e si concluse nel 1480 sotto la dominazione dello Stato Ponteficio. Oggi la Rocca di Cesena è visitabile quasi nella sua totale interezza. La porta d'ingresso si trova su di una cortina spessa ben 12 metri e conduce alla "corte",dominata dai due torrioni centrali: il "mastio" o "maschio" ed il "palatium" o "femmina". In quest'ultimo è allestito il Museo di Storia dell'Agricoltura, mentre nel maschio è esposta una raccolta di reperti storici. Particolarmente suggestivo il persorso lungo i camminamenti della cinta muraria.

Abbazia di S. Maria del Monte
La millenaria Abbazia benedettina è celebre per la raccolta di tavolette votive (ex-voto), con esemplari che vanno dal XV sec. ai giorni nostri. Altri motivi d'interesse sono l'imponente cupola dipinta da Giuseppe Milani e il Laboratorio del restauro del libro antico, ancor'oggi in funzione.
All'interno del Refettorio, ricavato dal restauro delle cantine del monastero, è possibile assaggiare i piatti dell'antica tradizione monastica e del territorio.

La Gastronomia
Regina della tradizione culinaria cesenate è la piadina o "pida" in dialetto, da gustare nei caratteristici chioschi del centro città e lungo le strade principali, farcita di affettati e dei tipici formaggi come lo squacquerone o il formaggio di fossa. Da non perdere le "minestre" (termine per indicare i primi piatti a base di pasta sfoglia) fatte in casa e i secondi di carne o di pesce, accompagnati da un vino rosso Sangiovese o dai bianchi Albana e Trebbiano.